Terapia residenziale sotto supervisione medica

Terapia della tossicodipendenza

La terapia della tossicodipendenza è la parte del trattamento che comincia quando il corpo si è stabilizzato e la dipendenza da droghe resta. Serve a smettere di drogarsi e a non ricominciare: lavora sui meccanismi che hanno portato all'uso, non sui sintomi dei primi giorni. La conduciamo in regime residenziale, sotto supervisione medica, con un infermiere e un soccorritore sanitario presenti in struttura ventiquattro ore su ventiquattro, in una clinica alle porte di Varsavia. Il programma di base dura 28 notti.

Quanto dura28 notti42 notti, cioè sei settimane, nei casi complessi
CostoDa €9.900Per 28 notti in camera doppia
IncontriFino a 7 a settimanaSedute individuali e di gruppo, secondo il piano
Quanti pazientiMassimo 10Contemporaneamente in tutta la struttura
In struttura sempreInfermiere e soccorritoreSotto la supervisione medica del medico curante
DoveŁomianki Dolne10 km dal centro di Varsavia, Polonia
Colloquio clinico riservato +48 537 677 773 Wiślana 5, 05-092 Łomianki Dolne, Polonia
ricovero di norma in giornata
Che cos'è

Che cos'è la terapia della tossicodipendenza

È un percorso clinico strutturato che tratta la tossicodipendenza come disturbo, non come un incidente di percorso. La disintossicazione dalla droga toglie la sostanza dall'organismo e mette in sicurezza l'astinenza: dura giorni. La terapia riguarda ciò che resta dopo, e cioè il motivo per cui si usava, le situazioni che riaccendono il desiderio, le persone da cui si comprava e l'assenza di alternative quando arriva la sera vuota.

Sono due cose diverse e vanno fatte nell'ordine giusto. Chi entra in terapia senza essere stato stabilizzato non regge una seduta. Chi si ferma alla disintossicazione torna a casa con il corpo pulito, il numero dello spacciatore ancora in rubrica e gli stessi automatismi di prima. L'intervallo fra le due fasi è il periodo a rischio più alto di ricaduta, e per questo da noi si svolgono nello stesso luogo, con la stessa équipe, senza un nuovo ricovero in mezzo.

La tossicodipendenza è una malattia, e questo non è un modo di dire. È un disturbo cronico recidivante con basi neurobiologiche documentate, che modifica i circuiti della gratificazione e del controllo degli impulsi. Definirlo così non toglie responsabilità al paziente: cambia il tipo di intervento che ha senso. Una malattia cronica si tratta, si monitora e ogni tanto recidiva. Non si risolve con un proposito.
Da soli

Smettere di drogarsi da soli: quando funziona e quando no

I motivi per smettere di drogarsi quasi tutti li hanno già in testa: quasi tutti i pazienti che arrivano da noi ci hanno già provato. Hanno smesso per due settimane, per tre mesi, una volta anche per un anno. La domanda giusta non è come smettere di drogarsi, ma perché la tossicodipendenza torna.

Quando smettere da soli è realistico

Uso recente, di una sola sostanza, senza dipendenza fisica installata, in una persona con un lavoro, una casa e qualcuno accanto. In questi casi la sospensione da soli riesce, e chi ci riesce spesso non arriva mai in una clinica. È il motivo per cui le testimonianze di chi è riuscito a uscire dalla droga da solo sono vere e allo stesso tempo poco utili a chi è più avanti.

Quando la tossicodipendenza non cede da sola

Uso quotidiano da anni, più sostanze insieme, oppiacei, disturbi psichici concomitanti, ricadute ripetute dopo periodi lunghi di astensione. Qui il tentativo solitario non fallisce per debolezza: fallisce perché il problema ha una parte medica e una parte ambientale che la volontà non tocca.

Il desiderio torna a ondate

Il craving non scompare in modo lineare. Può tacere per settimane e tornare intatto davanti a un innesco preciso: un quartiere, una canzone, una persona, uno stipendio appena arrivato. Chi non lo ha mai riconosciuto in seduta lo interpreta come una scelta personale, e non come un sintomo prevedibile.

Manca il pezzo successivo

Chi smette e non mette nulla al posto della sostanza resta con lo stesso vuoto e con le stesse giornate. La terapia serve esattamente a costruire quel pezzo, e richiede tempo e ripetizione, non una decisione presa una volta.

C'è poi un dato che vale la pena dire con franchezza. Smettere di drogarsi da soli è più pericoloso con alcune sostanze che con altre: la sospensione improvvisa di oppiacei è durissima ma raramente letale, mentre quella di benzodiazepine può provocare convulsioni. Il rischio maggiore, però, arriva dopo. Dopo un periodo di astensione la tolleranza crolla, e la dose che si usava prima diventa una dose da overdose. È la causa più frequente di morte nelle settimane successive a uno stop non assistito.

Serve assistenza medica urgente in presenza di:

  • sospetta overdose, respiro rallentato, labbra o volto cianotici
  • convulsioni o perdita di coscienza
  • disorientamento marcato, deliri, segni di psicosi
  • dolore toracico, tachicardia estrema, febbre alta
  • pensieri di togliersi la vita

In queste situazioni non si deve attendere una valutazione programmata. Occorre chiamare subito il numero unico di emergenza, che in Italia come in Polonia è il 112.

Il sistema italiano

SerD, comunità terapeutica o clinica privata

In Italia chi cerca aiuto per la tossicodipendenza trova tre porte, e quasi nessuno sa in che cosa differiscono prima di bussare. Vale la pena metterle in fila, anche perché noi siamo solo una delle tre.

PercorsoCome funzionaDurata tipica
SerDServizio pubblico territoriale: valutazione, terapia farmacologica sostitutiva, colloqui, invio alla comunità. Gratuito.Ambulatoriale, continuativo
Comunità terapeuticaResidenza a lungo termine con lavoro, regole comuni e vita di gruppo. Convenzionata o privata.Da molti mesi ad anni
Clinica privataRicovero clinico breve con sedute individuali, supervisione medica e psichiatria. A pagamento.28 notti, 42 nei casi complessi

Non sono alternative equivalenti e nessuna delle tre è adatta a tutti. Il SerD è il punto di partenza corretto per chi ha bisogno di una terapia sostitutiva stabile e non può sostenere costi. La comunità funziona per chi ha perso la struttura della propria vita e ha bisogno di ricostruirla da zero, con il tempo che questo richiede. Il ricovero clinico breve serve a chi ha ancora un lavoro, una famiglia e una casa e non può sparire per due anni, ma non regge nemmeno un percorso solo ambulatoriale.

La domanda su come uscire dalla droga senza comunità arriva quasi sempre in questa forma: non voglio perdere il lavoro, non voglio che lo sappiano, non voglio andare via per anni. La risposta onesta è che dipende da quanto è compromessa la vita intorno. Se casa, lavoro e relazioni reggono ancora, un percorso clinico breve seguito da terapia continuativa è realistico. Se non regge più niente, la comunità esiste per un motivo e non va scartata per orgoglio.

Il nome che quasi tutti conoscono è San Patrignano, e non è il nostro modello. Quella è una comunità residenziale lunga, con un impianto educativo e lavorativo. Noi facciamo un'altra cosa: un ricovero clinico di settimane, con psicoterapia individuale, psichiatria e supervisione medica. Chi cerca il primo modello non troverà da noi quello che vuole, ed è meglio saperlo prima della telefonata.
Farmaci

Terapia farmacologica della tossicodipendenza

Nella tossicodipendenza la parte farmacologica esiste, ma non è uguale per tutte le sostanze. Per gli oppiacei ci sono farmaci con efficacia documentata; per la cocaina e per gli stimolanti non esiste un equivalente, e il lavoro è quasi tutto terapeutico. I farmaci si impostano dopo la stabilizzazione, sotto controllo medico.

FarmacoPer quali sostanzeChe cosa fa
MetadoneOppiaceiTerapia sostitutiva a lungo termine: elimina l'astinenza e il craving, stabilizza la vita quotidiana. Si assume ogni giorno.
BuprenorfinaOppiaceiSostitutivo parziale con minore rischio di depressione respiratoria. Permette percorsi di riduzione progressiva.
SuboxoneOppiaceiBuprenorfina associata a naloxone, formulata per ridurre l'uso improprio per via iniettiva.
NaltrexoneOppiacei, alcolBlocca l'effetto degli oppiacei. Si avvia solo dopo la disintossicazione completa, mai prima.
Farmaci di supportoTutteTrattamento di ansia, insonnia, depressione e sintomi psicotici concomitanti, quando indicato.

Da noi la terapia sostitutiva non è il modello di riferimento: lavoriamo verso l'astensione, e quando un paziente arriva già in trattamento con metadone o buprenorfina il piano si concorda prima del ricovero, perché interrompere una sostitutiva senza pianificazione è pericoloso.

Per la cocaina non esiste un farmaco che spenga il craving. Chi promette il contrario vende qualcosa. Sulla dipendenza da cocaina funzionano il lavoro sugli inneschi, la ristrutturazione delle giornate, il trattamento dei disturbi dell'umore sottostanti e il tempo lontano dal contesto d'uso. È meno rassicurante di una compressa ed è ciò che i dati sostengono.
Per sostanza

La terapia della tossicodipendenza cambia con la sostanza

Cocaina e stimolanti

L'astinenza da cocaina non è fisicamente drammatica, ma porta un crollo dell'umore, apatia e un craving che torna a ondate per mesi. La dipendenza da cocaina si tratta soprattutto sul piano comportamentale, con attenzione a depressione e disturbo bipolare, che sono frequenti sotto l'uso. Chi cerca come smettere con la cocaina da soli, o si chiede come uscire dalla cocaina senza dirlo a nessuno, scopre quasi sempre che il problema non è il primo mese ma il sesto. La domanda giusta non è dipendenza da cocaina come uscirne in fretta, ma come reggere il mese in cui il craving torna senza preavviso. Il tema è ripreso in trattamento della dipendenza da cocaina.

Oppiacei

Astinenza fisica intensa, rischio alto di ricaduta e rischio di overdose dopo ogni periodo di astensione. Qui la parte farmacologica pesa di più e la decisione fra astensione e terapia sostitutiva va presa con il medico. Vedi trattamento della dipendenza da eroina.

Cannabis

La dipendenza da cannabis viene sottovalutata perché l'astinenza è lieve: irritabilità, insonnia, perdita di appetito. Il problema clinico è altrove, nella perdita di motivazione e nel legame con ansia e sintomi psicotici in chi è predisposto. Vedi trattamento della dipendenza dalla marijuana.

Uso di più sostanze

È la situazione più comune fra i pazienti che ricoveriamo, ed è quella che allunga il programma a sei settimane. Sostanze diverse hanno tempi di astinenza diversi, e il piano deve tenerne conto invece di trattare tutto come un blocco unico.

Come si lavora

Psicoterapia: che cosa si fa nelle sedute

La terapia cognitivo comportamentale è l'impianto di riferimento nel trattamento delle dipendenze, ed è meno astratta di quanto suoni. Non si parla del passato per tutto il tempo: si lavora su situazioni concrete e su che cosa fare la prossima volta che si presentano.

  • mappatura degli inneschi: luoghi, persone, orari, stati d'animo che precedono l'uso
  • riconoscimento del craving come sintomo con una durata, non come un ordine
  • strategie concrete per i primi venti minuti, che sono la parte che decide
  • ristrutturazione dei pensieri che autorizzano la ricaduta, dal "una volta sola" al "ormai ho rovinato tutto"
  • lavoro sulle emozioni che la sostanza copriva, in particolare rabbia, vergogna e noia
  • trattamento dei disturbi concomitanti, che nella doppia diagnosi non sono un dettaglio
  • piano scritto di prevenzione delle ricadute, con che cosa fare e chi chiamare
  • colloqui con i familiari, quando il paziente li autorizza

Quando accanto alla dipendenza esiste un disturbo psichico, le due cose si trattano insieme e non una dopo l'altra: è il tema di doppia diagnosi e di terapia dei disturbi psichici.

Costo

Quanto costa la terapia della tossicodipendenza

Pubblichiamo le tariffe, perché la domanda arriva in quasi ogni primo colloquio. Il prezzo dipende dal tipo di camera; la durata di base del programma terapeutico è di 28 notti.

Camera28 notti di terapia
Doppia€9.900
Singola€19.900

Il prezzo comprende il soggiorno, la supervisione medica, l'assistenza infermieristica e del soccorritore sanitario ventiquattro ore su ventiquattro, le sedute individuali e di gruppo, la consulenza psichiatrica, gli esami di laboratorio, i farmaci del programma e i pasti. La disintossicazione, quando è necessaria prima della terapia, si paga a parte. Le sistemazioni di livello superiore, i programmi di sei settimane e gli importi nelle altre valute sono nel listino.

La clinica

Dove si svolge la terapia

Siamo una clinica privata per il trattamento delle dipendenze, non una comunità: il programma dura settimane e non anni, e si svolge in camere, non in gruppi di convivenza. La struttura si trova a Łomianki Dolne, a 10 km dal centro di Varsavia e 25 minuti dall'aeroporto Chopin. Chi arriva ancora sotto effetto della sostanza comincia dalla stabilizzazione medica e passa alla terapia senza cambiare struttura né équipe.

Gabinetto in cui si svolgono le sedute individuali durante la terapia della tossicodipendenza
01 Gabinetto di terapia individuale Qui si svolgono le sedute individuali, cinque a settimana. Una stanza sola, senza scrivania fra terapeuta e paziente.
Sala in cui si svolge la terapia di gruppo presso Zeus Detox and Rehab
02 Sala di terapia di gruppo Le due sedute di gruppo settimanali. Il gruppo è piccolo perché in struttura ci sono al massimo dieci persone.
Camera singola nella clinica in cui si svolge la terapia della tossicodipendenza
03 Camera singola A uso riservato del paziente per tutta la durata del programma, con bagno privato.
Camera doppia nella clinica in cui si svolge la terapia della tossicodipendenza
04 Camera doppia L'opzione più accessibile, condivisa con un altro paziente. Il piano terapeutico e l'assistenza sono gli stessi.
Appartamento singolo presso Zeus Detox and Rehab
05 Appartamento singolo Il livello di soggiorno più alto, con zona giorno separata. Scelto dai pazienti per cui conta la massima discrezione.
Salone comune della clinica a Łomianki Dolne
06 Salone Il salone comune. È la stanza in cui si passano le ore vuote, che nel primo mese sono il momento in cui il craving torna.
Giardino d'inverno, uno degli spazi comuni della clinica a Łomianki Dolne
07 Giardino d'inverno Una parte delle conversazioni fuori programma avviene qui, soprattutto la mattina presto.
Ambulatorio della clinica in cui si valuta lo stato di salute durante la terapia della tossicodipendenza
08 Ambulatorio Qui si controllano lo stato di salute e le conseguenze dell'uso prolungato, e si rivede il trattamento farmacologico.

L'équipe clinica lavora in undici lingue e segue i pazienti anche in inglese. Accogliamo pazienti dalla Polonia e dall'estero, senza impegnativa e senza lista d'attesa. Al massimo dieci persone alla volta, che è il motivo per cui il piano terapeutico resta individuale e non diventa un calendario comune.

Trattiamo anche la dipendenza da alcol e le dipendenze comportamentali. L'équipe è presentata nella pagina il nostro staff.

La clinica vicino a Varsavia in cui si segue chi vuole smettere di drogarsi, vista dall'alto
La clinica a Łomianki Dolne, alle porte di Varsavia
Che cosa comprende

Il programma di terapia

  • valutazione clinica e diagnosi del disturbo da uso di sostanze prima del ricovero
  • piano terapeutico individuale, rivisto durante il programma
  • sedute individuali di psicoterapia, cinque a settimana
  • due sedute di gruppo a settimana, con incontro facoltativo la domenica
  • consulenza psichiatrica e trattamento dei disturbi concomitanti
  • supervisione medica dello stato di salute per tutto il soggiorno
  • infermiere e soccorritore sanitario presenti in struttura ventiquattro ore su ventiquattro
  • esami di laboratorio e valutazione dei danni d'organo legati all'uso
  • impostazione o revisione del trattamento farmacologico, quando indicato
  • lavoro sugli inneschi del craving e piano scritto di prevenzione delle ricadute
  • colloqui con i familiari, quando il paziente li autorizza
  • raccomandazioni per la fase successiva e per il servizio di riferimento vicino a casa

Il programma di base dura 28 notti. Nei casi complessi, tipicamente quando si usano più sostanze insieme o quando alla dipendenza si somma un disturbo psichico, dura 42 notti, cioè sei settimane. La durata si stabilisce in valutazione, non a metà percorso.

Per chi

Quando la terapia della tossicodipendenza è il passo giusto

È indicata

In presenza di dipendenza da droghe diagnosticata o sospetta, o quando i sintomi della tossicodipendenza sono ormai evidenti a chi sta intorno. Dopo una disintossicazione, quando serve continuità. Quando i periodi di astensione durano e poi finiscono sempre allo stesso modo. Quando esiste un disturbo d'ansia, depressivo o psicotico che si intreccia con l'uso. Quando il paziente vuole smettere ma non regge l'ambiente in cui vive.

Non basta

Quando il paziente è in astinenza acuta e va prima stabilizzato. Quando non c'è alcuna disponibilità a partecipare, e il ricovero è una richiesta della famiglia soltanto. Quando lo stato di salute richiede un reparto ospedaliero. Quando la vita intorno è talmente compromessa che servono mesi di ricostruzione e non settimane.

Il ricovero è preceduto da una valutazione clinica individuale. In caso di psicosi acuta, scompenso medico o rischio suicidario il paziente viene indirizzato a una struttura ospedaliera di livello superiore; la decisione spetta all'équipe sulla base della valutazione del momento.

La famiglia

Come aiutare un tossicodipendente e quando fermarsi

Metà delle telefonate che riceviamo non viene dal paziente. Viene da una madre, da una compagna, da un fratello che chiede come aiutare un figlio ad uscire dalla droga e ha già provato tutto. Avere un figlio tossicodipendente in casa è una condizione che logora chi la vive, e le domande che arrivano sono sempre le stesse. Qualche cosa utile si può dire, e qualche cosa va detta con franchezza.

Smettere di finanziare

Il denaro dato per altro finisce spesso nella sostanza, e chi lo dà lo sa. Pagare debiti, multe e danni protegge dalle conseguenze e prolunga il problema. Non è durezza: è togliere all'uso il suo costo, che è la prima cosa che lo rende sostenibile.

Come parlarne

Parlare quando la persona non è sotto effetto. Descrivere fatti osservati e conseguenze concrete, non diagnosi. Evitare le minacce che non si ha intenzione di eseguire, perché ogni limite dichiarato e non rispettato insegna che i limiti non contano.

Chi non vuole essere aiutato

Nessuno può imporre a un adulto un percorso terapeutico. Quello che la famiglia può fare è togliere le condizioni che rendono comodo continuare e tenere pronta un'opzione concreta per il giorno in cui la risposta cambia. Quel giorno arriva spesso dopo una conseguenza, non dopo un discorso.

Occuparsi anche di sé

Chi vive accanto a una persona che usa sviluppa spesso una condizione a sé, fatta di controllo, allarme continuo e colpa. La codipendenza ha un suo trattamento e non si risolve quando il paziente entra in clinica. Ne parliamo in codipendenza, la malattia silenziosa dei familiari.

Con franchezza

Che cosa la terapia della tossicodipendenza non fa

Aspettative disallineate sono una causa frequente di abbandono nella terza settimana. Alcune cose è meglio saperle prima.

  • non rende impossibile ricominciare, e nessun programma serio lo promette
  • non riporta all'uso controllato; l'obiettivo clinico è l'astensione
  • non cancella i debiti, i procedimenti aperti né i rapporti rotti, che restano da affrontare
  • non sostituisce il trattamento dei danni già presenti, che segue un suo percorso
  • non funziona contro la volontà del paziente, per quanto la famiglia lo desideri
  • non finisce alla dimissione; il primo anno dopo il ricovero è la parte che decide il risultato

Una ricaduta, se arriva, non azzera il percorso. Nella pratica clinica è un evento previsto in un disturbo cronico recidivante, e il modo in cui viene gestita conta più del fatto che sia accaduta. La differenza fra chi torna indietro e chi riprende sta quasi sempre nel tempo che passa fra la ricaduta e la telefonata.

Domande

Domande sulla terapia della tossicodipendenza

Quanto dura la terapia della tossicodipendenza?

Il programma di base dura 28 notti. Nei casi complessi, quando si usano più sostanze insieme o quando alla dipendenza si somma un disturbo psichico, dura 42 notti, cioè sei settimane. La durata si stabilisce nella valutazione clinica prima del ricovero.

In che cosa differisce la terapia dalla disintossicazione dalla droga?

La disintossicazione riguarda il corpo e i sintomi dell'astinenza, dura giorni ed è una fase medica. La terapia riguarda i meccanismi psicologici della dipendenza, dura settimane e comincia quando il paziente è stabilizzato. Sono fasi successive dello stesso trattamento, non alternative.

Quanti giorni ci vogliono per disintossicarsi dalla droga?

Dipende dalla sostanza. Per gli stimolanti i sintomi acuti durano pochi giorni, per gli oppiacei da 5 a 10, per le benzodiazepine molto più a lungo e con una riduzione graduale. La parte medica si misura in giorni; il craving e il sonno disturbato durano settimane, ed è il motivo per cui la terapia non comincia e finisce con la disintossicazione.

Cosa succede quando si smette di drogarsi?

Nei primi giorni compaiono i sintomi di astinenza, diversi a seconda della sostanza. Nelle settimane successive tornano sonno e appetito, mentre umore e concentrazione restano instabili più a lungo. Il craving arriva a ondate per mesi. La tolleranza però crolla in fretta, e questo rende una eventuale ricaduta molto più pericolosa della dose abituale di prima.

Si può smettere di drogarsi da soli?

Succede, soprattutto quando l'uso è recente, riguarda una sola sostanza e la vita intorno regge ancora. Diventa improbabile con l'uso quotidiano da anni, con più sostanze, con gli oppiacei o quando esiste un disturbo psichico. In quei casi il tentativo solitario non fallisce per debolezza, ma perché il problema ha una parte medica che la volontà non tocca.

Si può uscire dalla droga senza comunità?

Sì, quando casa, lavoro e relazioni reggono ancora: in quel caso un ricovero clinico breve seguito da terapia continuativa è una strada realistica, e una comunità per la tossicodipendenza non è l'unica opzione. Quando invece la vita intorno è compromessa e va ricostruita da zero, la comunità terapeutica esiste per un motivo e non andrebbe scartata per orgoglio o per fretta.

Qual è la dipendenza più difficile da togliere?

Non c'è una risposta unica. Gli oppiacei danno l'astinenza fisica più dura e il tasso di ricaduta più alto; la cocaina non dà un'astinenza drammatica ma un craving che torna per mesi; le benzodiazepine richiedono la riduzione più lunga. La variabile che pesa di più non è la sostanza, ma da quanto tempo si usa e che cosa c'è sotto.

Quanto costa la terapia della tossicodipendenza?

Il programma di 28 notti costa €9.900 in camera doppia e €19.900 in camera singola. Il prezzo comprende soggiorno, sedute, supervisione medica, consulenza psichiatrica, esami e pasti. La disintossicazione, quando serve, si paga a parte.

La tossicodipendenza è una malattia?

Sì. La tossicodipendenza è classificata come disturbo cronico recidivante, con basi neurobiologiche documentate. Questo non toglie responsabilità al paziente: cambia il tipo di intervento che ha senso. Una malattia cronica si tratta, si monitora e ogni tanto recidiva, e non si risolve con un proposito.

Esiste un farmaco per la dipendenza da cocaina?

No, non esiste un farmaco che spenga il craving da cocaina. Quello che funziona è il lavoro sugli inneschi, la ristrutturazione delle giornate, il trattamento dei disturbi dell'umore sottostanti e il tempo lontano dal contesto d'uso. Per gli oppiacei la situazione è diversa: metadone, buprenorfina e naltrexone hanno efficacia documentata.

Sono in terapia con metadone: posso fare il programma?

Sì, ma il piano si concorda prima del ricovero. Interrompere una terapia sostitutiva senza pianificazione è pericoloso, e la decisione se proseguirla, ridurla o mantenerla stabile durante il programma spetta al medico dopo la valutazione.

Come aiutare un tossicodipendente che non vuole essere aiutato?

La tossicodipendenza non si cura per ordine altrui: non si può obbligare un adulto. Quello che la famiglia può fare è smettere di finanziare e di coprire, dichiarare limiti che poi rispetta e tenere pronta un'opzione concreta per il momento in cui la risposta cambia. Vale anche la pena occuparsi della propria situazione: la codipendenza ha un suo trattamento.

Che cosa succede se ricado dopo il programma?

Una ricaduta non azzera il percorso: in un disturbo cronico recidivante è un evento previsto, e conta più il modo in cui viene gestita del fatto che sia accaduta. La cosa importante è il tempo che passa fra la ricaduta e la telefonata. Attenzione però al rischio di overdose: dopo un periodo di astensione la tolleranza è crollata.

Il ricovero è riservato?

Sì. Non informiamo il datore di lavoro, i servizi territoriali né i familiari senza l'autorizzazione del paziente. Il primo contatto telefonico può restare anonimo, e non richiede impegnativa né documentazione preliminare.

Il percorso completo

La terapia è una fase, non tutto il trattamento

Il trattamento della tossicodipendenza si compone di più parti, e quasi nessun paziente ne fa una sola. Il piano si costruisce in valutazione e può includere le fasi qui sotto.

Limiti del metodo

Ambito del trattamento e responsabilità clinica

Le informazioni di questa pagina hanno carattere informativo ed educativo. Non costituiscono un parere medico, una diagnosi né un piano terapeutico individuale. Le decisioni sull'ammissione alla terapia, sulla durata del programma, sull'uso dei farmaci e sul percorso successivo spettano esclusivamente al medico sulla base di una valutazione clinica completa.

L'andamento della terapia e il suo risultato variano in funzione della sostanza, della storia d'uso, dello stato di salute, dei disturbi concomitanti, del contesto familiare e della partecipazione del paziente. Nessun programma residenziale elimina il rischio di ricaduta. Sospendere le sostanze da soli dopo un uso prolungato può comportare complicanze e non andrebbe fatto senza consulto medico. Gli importi indicati sono prezzi di listino e possono variare; le tariffe in vigore sono nel listino. Il modello di assistenza descritto riguarda la pratica clinica in Polonia.

Autore dei contenuti

I contenuti di questo sito sono redatti dal team interdisciplinare di Zeus Detox & Rehab in collaborazione con medici, psicoterapeuti, psicologi clinici e personale sanitario, sulla base delle conoscenze mediche attuali e dell'esperienza nel trattamento residenziale delle dipendenze.

Marchio di Zeus Detox & Rehab, clinica privata per le dipendenze vicino a Varsavia Team clinico Zeus Detox & Rehab

Verifica medica dei contenuti

La verifica riguarda gli aspetti medici e farmacologici e l'organizzazione della supervisione clinica. Le decisioni diagnostiche e terapeutiche vengono sempre prese sulla base di una valutazione individuale dello stato di salute del paziente.

Slawomir Rejowski, medico epatologo e medico responsabile presso Zeus Detox & Rehab dott. Sławomir Rejowski Medico responsabile, Zeus Detox & Rehab

Responsabilità clinica

La responsabilità finale della conformità dei contenuti agli standard di cura e alla pratica clinica è del direttore sanitario di Zeus Detox & Rehab.

Andrzej Kulesza, direttore sanitario di Zeus Detox & Rehab Andrzej Kulesza Direttore sanitario, Zeus Detox & Rehab

Ultimo aggiornamento medico: 09/2026

RICHIESTA CLINICA

Il modulo è destinato all’invio di una richiesta clinica. I messaggi vengono inoltrati direttamente al team responsabile del coordinamento del trattamento.

Empatia, Riservatezza e Sicurezza Clinica

Il percorso terapeutico viene condotto nel pieno rispetto della riservatezza, della dignità del paziente e delle sue esigenze individuali.
L’ambiente discreto della struttura e la presenza costante dell’équipe medica garantiscono sicurezza, stabilità e anonimato in ogni fase del trattamento.